Pasta con le sarde o ca’ munnizza

Blog di antropologia del cibo

Pasta con le sarde o ca’ munnizza

 

Sei un finocchio! Ma perchè?
Culture che si incontrano e si sposano per questo “classico” della cucina siciliana greca, romana, araba, normanna e spagnola. La pasta con le sarde è tutto questo. Mare e monti per gli ingredienti che lo compongono, un piatto unico con pasta, pesce, verdure, frutta, formaggio. Questa verticalità storica e questa ampiezza di gusto, tra il dolce e il piccante, che include porzioni di mare, pianure coltivate e montagne selvagge, probabilmente lo rende un piatto emblema, un archetipo della cucina siciliana. L’abbinamento sarde e finocchietto, ingredienti essenziali per questa ricetta, nascono da due distinte esigenze: la prima la componetene povera ed a buon mercato degli ingredienti, la seconda di gusto, il finocchietto con suo potente aroma è in grado di contrastare il forte sapore delle sarde, tra l’altro alimento facilmente deperibile.
Uso del finocchio selvatico  (Foeniculum Vulgare) risale ai Greci e successivamente ai Romani che ne facevano un largo uso abbinandolo sopratutto al pesce per aromatizzare il famoso “liquamen” ed il “garum” con le quali condivano persino i dolci. L’uva passa, i pinoli e lo zafferano arrivano con gli Arabi che completa l’acconciatura (cunzari, condire)  della pasta.   Il gusto fresco e selvaggio del finocchietto di timpa (di montagna) protegge e avvolge quello forte delle sarde, la nota speziata data dallo zafferano e quella dolce dell’uva passa, la morbidezza dei pinoli, la sapidità della ricotta salata, la croccantezza delle briciole di pane tostato, ed infine la cremosa sapidità della ricotta salata, creano un’apoteosi gastronomica unica e memorabile.
Molti sono gli esempi di prodotti conservati che usano il finocchio selvatico ed i suoi semi per attutire l’impatto della maleolenza dovuto alla conservazione non sempre efficace. Famosa la Finocchiona toscana, la salsiccia siciliana e la porchetta Laziale. Ma il prodotto storico di maggior risalto, tra altro senza una vera e propria base scientifica, lo dobbiamo ai roghi addobbati con fasci di finocchi selvatici eretti per stregoneria, eresia e sodomia, che servivano per attenuare l’odore penetrante e acre della carne umana bruciata. Il Finocchio come omosessuale era un ripiego per aromatizzare i cibi senza spezie,  ricercate e pregiate, molto costose e “finocchio”, se riferito ad una persona, è qualcuno che vale davvero ben poco, un uomo che non è uomo o forse anche Finocchio in quanto pianta agametica, cioè che si riproduce senza essere impollinata, e quindi non ha bisogno dell'”altro” sesso”.
Possiamo concludere che “Pecunia non olet”, il denaro non ha odore, perchè l’economicità ed il profumo di questo piatto sono gli elementi sociali della ricetta. Il finocchietto selvatico si raccoglie ovunque ne sono ricche le campagne, la sarda è un pesce povero, spesso usato solo per pescare o nutrire altri pesci, tanto è vero che  a Palermo la paste con le sarde è chiamata anche a “pasta ca’ munnizza”.


Se non vedi gli ingredienti e le istruzioni di questa ricetta, registrati al sito per abilitare la parte riservata.

Print Friendly, PDF & Email
close
abbabbaFOOD.com di Salvo Nicastro is Spam proof, with hiddy
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.