Sabbenerica: bucce di arancia candite

Blog di antropologia del cibo

Sabbenerica: bucce di arancia candite

giuggiulenaI miei nonni Turi e Giovannina abitavano a San Milasi “prutitturi” per i Siciliani, San Biagio per il continenente, antico quartiere popolare sui pendii della valle dell’Ippari. La casa era un saliscendi di scalini. Appena entrati si scendevano i primi, qualche sedia di paglia per il ricevimenti veloci, una foto del bisnonno  a cavallo, soldato nella prima grande guerra, orgoglio di famiglia e una stampa che rappresentava un omone nero vestito di pizzi e merletti nell’atto di raccogliere da terra un fazzoletto ricamato. Solo dopo lunghi studi capii che si trattava della rappresentazione della “sindrome di Otello”, che insieme alla “Cavalleria Rusticana” dipinge l’archetipo, tutto siciliano, della Gelosia.
Di fronte  a bella vista la camera da letto ricavata all’interno di una rientranza  scavata nel tufo, con tetto a botte e letto di ferro battuto. “Vossia    mi    binirica”    (o    più semplicemente “Sabbenerica”): “Voi mi possiate   benedire   con   il   vostro   saluto” , così salutavano i figli ed i figli dei figli,  i loro padri, che rispondevano con “Santu e Riccu !”.

DSC00424Per Natale questo saluto, già di per se molto impegnativo, doveva essere accompagnato da una leggera genuflessione e dal bacia mano. “Ma questa poi è inconcepibile  non ce la faccio” dicevo a mio padre che mi rispondeva “na paura sono vecchietti”, Come dire tanto ne avranno ancora per poco facciamoli contenti. Quella baciata di mano a mio nonno Turi gli illuminava gli occhi e i baffi si irrigidivano a fil di ferro, facendo spuntare un sorriso solare, a voler dire “anche quest’anno ce l’ho fatta”. Superata la crisi generazionale si scendevano altre scale e si arrivava in cucina con al centro una grande conca con il carbone accesso e profumo di bucce di mandarino bruciato. Mia nonna serviva mandarini, qualche arancio, noci e nocciole, biscotti e giuggiulena (in foto), torrone. Ma sopratutto indimenticabili profumate bucce di arance candite.

Dolci ricordi: bucce di arancia candite

By 06/01/2013

Sono dolcetti siciliani tipici di Natale, che mi hanno portato in regalo a Milano due amiche una di Bergamo e l'altra di Domodossola, ... cose da non crederci.
Due punti di attenzione. Il primo essendo bucce dovreste raccoglierle nel vostro orto, così scartiamo subito 3/4 degli italiani oppure comprateli biologiche così recuperiamo tutti. Quasi tutte le arance sono trattate, bene che vada almeno con la paraffina, le candele sono belle a tavola ma nello stomaco non si accendono. Il secondo punto: ne mangeremo tante per cui bisogna ricordasi che sono fatte principalmente di zucchero.
Accompagnateli con un bicchierino di Zibibbo - Vino L'Oro - Zibibbo Sicilia IGT.

  • Prep Time : 30 minutes
  • Cook Time : 5 minutes
  • Yield : 6

Ingredients

Instructions

Ci sono tanti modi per procedere, ogni famiglia ha il suo segreto ma alcune regole possiamo trovarle.

  • Per un sapore forte e deciso, una volta tagliate a striscioline le bucce di arancia, utilizzateli senza nessun trattamento.
  • Per un sapore delicato lasciate a bagno le bucce per un paio di giorni avendo cura di cambiare l'acqua mattina e sera.
  • Per un sapore decisamente morbido, dopo il bagno, lasciateli bollire per 15 minuti.

E comunque sappiate che il miglior modo lo scoprirete voi e sarà il vostro.

  1. Mettete acqua e zucchero in una pentola a riscaldare portate a bollore
  2. Immergete le bucce per un paio di minuti
  3. Scolateli e fateli raffreddare in una griglia avendo cura di non farli attaccare tra di loro
  4. Una volta asciugati, ci vorrà almeno un giorno, potete cospargere di zucchero semolato e conservare
  5. Oppure siccome vogliamo esagerare ripetiamo l'operazione reimmergendoli ancora nello sciroppo rimasto
  6. Così via fino a che l'indice glicemico non schizza a mille!
  7. Potete lasciarle semplicemente candite oppure immergerle nel cioccolato fondente
  8. Oppure aromatizzarle con una spolverata di cannella.
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