Un abbraccio d’amore: Zuppa d’Orzo al Latte di Mandorla

Acamante non era morto in guerra e quando seppe che la sua amata Fillide  era stata trasformata in un albero, abbracciò la pianta con tutto il suo amore e fece prorompere dai suoi rami fiori, anziché foglie. Erano fiori di Mandorlo.

Zuppa d’Orzo al Latte di Mandorla una ricetta fatta con alimenti funzionali  e nutraceutici. Nutrirsi ha un significato profondo più coinvolgente rispetto al mangiare. La nutrizione ha in più la consapevolezza che quello che stiamo mangiando  diventerà parte di noi stessi, la consapevolezza di un processo assoluto che ci aiuta a vivere ed a migliorare la nostra esistenza, anche nel senso spirituale. Mangiare è un atto volontario che si ferma nella bocca ed assapora il piacere, non si occupa del dopo, anzi il dopo spesso è un fastidio, un disordine, un malessere, sembra che il dopo non ci appartiene. Quando mangiamo siamo delle persone decapitate! Del cibo una volta masticato ed ingoiato non è abbiamo più controllo, diventa un atto involontario. Fatta eccezione per la bocca, laringe e faringe ed il retto, il resto dell’apparto digerente è fatto da muscoli lisci che agiscono sotto il controllo del sistema nervoso autonomo. Quindi il controllo sul cibo deve avvenire prima di metterlo in bocca.
RIBERA_2457-06-47-29-5338Gli alimenti funzionali favoriscono la vita e non vengono ingoiati per il piacere ma per la funzione che svolgono all’interno del nostro organismo, si occupano del dopo. Sono alimenti in grado di fornire benefici alla salute, spesso usate nelle culture popolare come rimedi medicamentosi. In Giappone sin dagli anni ’80, a causa delle longevità delle persone e la conseguenza degli alti costi sanitari, è stata stilata una lista dal Ministero della Salute  di alimenti classificati funzionali. Tra questi ritroviamo il Misu, il Tofu, Umeboshi, le Alghe. In Italia, invece, troviamo nei dei trattati di cucina medievale quasi  sempre almeno un capitolo dedicato al cibo destinato alla cura ed malati, cosi come nella cultura popolare e contadina ricchissima di ricette funzionali.

Oggi si parla tanto del cibo come medicina, in primo luogo preventiva, poi come rimedio e talvolta come cura. La medicina ufficiale accompagna sempre più spesso prescrizioni farmacologiche a diete. Direte voi “Che tristezza parlare del cibo come medicina”. Il cibo evoca voluttà, piacere, felicità,  festa e spensieratezza, ma perché contaminarlo con la malattia, si perché medicina = malattia. Il cibo come medicina è qualcosa che rinneghiamo, respingiamo con forza, di solito mangiamo quando stiamo bene. Ma se pensassimo che la medicina dei cibi fosse un modo per stare in salute? Certo la medicina non bada al sapore spesso è cattiva. Il cibo come medicina ci fa pensare inevitabilmente ad un cattivo cibo. Nessuno oramai ha dubbi sulla correlazione tra cibo e salute.
Il mitico Ippocrate con il suo detto “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” non aveva molte alternative per curare i propri pazienti al di fuori di quello che la natura gli offriva. Gli straordinari progressi scientifici, nel campo medico farmacologico, ci hanno portato arroganza  e  supponenza con l’onnipotenza di guarire (quasi) sempre. La Malattia prima del suo manifestarsi è latente, sintomi innocui che trascuriamo  per anni ed anni. Infatti il vero nemico del nostro corpo siamo noi stessi e lo dimostrano la sempre più insorgenza delle malattie autoimmuni.
Le cattive abitudini alimentari e uno stile di vita smodato portano irrimediabilmente  ad uno squilibrio funzionale. Sopprimiamo il sintomo con un farmaco ma ritorna con altri sintomi spesso più gravi. Ciascuno di noi è responsabile della propria salute  avvalendosi del principio dell’auto determinazione.
Spesso non sappiamo cosa mangiamo perché il cibo è talmente artefatto che diventa irriconoscibile per quanto è stato manomesso ed alterato. Adesso diciamo del cibo che è Bello e Buono e se fosse anche Bene?
Il nostro gusto è stato falsificato avendo perso la conoscenza del nutrimento funzionale. Ci fidiamo della vista e del gusto ignorando quanto tutto questo possa essere artefatto dalla chimica e dalle tecniche di abili cuochi che ignorano chi siamo.
Non si può cucinare a delle persone di cui non si conosce nemmeno lo sguardo! Ingoiamo tutto perché sappiamo che esiste una cura. Ma la vera cura è quella di non ammalarsi. Presunzione ed arroganza accompagnano i nostri stili di vita. L’arroganza è la causa che si trova alla base di tutte le malattie, secondo gran parte delle teorie olistiche ci porta irrimediabilmente all’infelicità ed fiore-di-mandorlo_O2alla malattia. Ippocrate con il suo pensiero mette in relazione ciò che mangiamo e la nostra salute, ed è su questa semplicità che dobbiamo tornare. Un atto semplice, pulito, essenziale, che ci riporti alla natura e ci allontani dalla chimica, perché è quando ci separiamo dalla natura che ci ammaliamo. Dunque Cibo = Medicina = Salute. Noi siamo quello che mangiamo, e come Acamante abbracciamo gli alberi che stanno aggrappati alla  terra e ci fanno salire verso il cielo perché possa sbocciare in noi il fiore della vita.

 

Zuppa d'Orzo al Latte di Mandorla

By 01/03/2015

Questa è una ricetta elaborata con molti alimenti funzionali, in gran parte utilizzate dalla cucina popolare italiana. Ed ecco i brodi a base di latte di mandorle o “ricostituenti”, per gli ammalati o per non ammalarsi. Il latte di mandorla veniva prodotto nei monasteri siciliani, soprattutto nel periodo della quaresima. In Sicilia è un prodotto di largo uso, sia per l'abbondanza della materia prima, sia perché si conserva più a lungo rispetto al latte di mucca, in un clima così temperato. Oggi la necessità sempre più impellente di diminuire, se non per qualcuno eliminare, i prodotti di origine animale ci spingono alla ricerca di alternative più naturali. Diversamente dal latte di mucca, il Latte di Mandorla non contiene colesterolo né lattosio e sopratutto caseina, pur con contenuto discreto di proteine. Contiene molti nutrienti, come fibre, vitamina E, magnesio, selenio, manganese, zinco, potassio, ferro, fosforo e calcio. Grazie alle sue proprietà, il Latte di Mandorla aiuta la digestione ed è un ottimo ricostituente. A me personalmente piace molto. Per questa ricetta ho scelto verdure, tutte assolutamente dolci e non irritanti che abbinati a due cereali di eccellenza, come l'orzo e l'avena, ricche di fibre idrosolubili rende questa minestra facilmente digeribile ed altamente nutritiva. E poi le spezie come il cardamomo, usato per il mal di stomaco, il finocchio dalle proprietà digestive e stimolanti , il ginepro una bacca stomatica, selezionate per rafforzare ancora la funzionalità di tutti ingredienti.      Infine l'uso delle erbe aromatiche: usate quelle che potete raccogliere vicino a voi. Io ho raccolto quelli del mio terrazzo mi guardano e li annaffio tutti i giorni saranno sicuramente riconoscenti con me. Dunque ho usato: Rosmarino (stimolante e fortificante), Alloro ( per il sistema immunitario) e Mirto (contro le infiammazioni delle vie respiratorie). E poi un pò di Giappone con l'alga Kombu straordinaria fonte di minerali aiuta il processo di disintossicazione e depurazione, rafforza il sistema immunitario. Ma ecco la ricetta utilissima in questo periodo di raffreddori ed influenze.

Ingredients

Instructions

  1. Sciacquare l'orzo perlato sotto acqua corrente più di una volta
  2. Metterlo in una pentola con  il doppio di acqua con un pò di sale ed un alga Kombu
  3. Lasciatelo cucinare lentamente con coperchio chiuso fino a quando l'acqua non sarà completamente asciugata.
  4. Verificate lo stato di cottura, se non ancora pronto aggiungete qualche bicchiere di acqua calda e continuate
  5. Nel frattempo lavate ed affettate a piccoli pezzettini tutte le verdure
  6. Metteteli in un ampia pentola insieme a coprite di acqua
  7. Immergete un contenitore a filtro per spezie con dentro l'alloro, semi di finocchio, foglie di sedano, barbe di finocchi
  8. Lasciate andare a fuoco lento fino a quando le verdure non saranno cotte
  9. A questo punto aggiungete l'orzo ed i fiocchi di avena insieme al latte di mandorle
  10. Portate in ebollizione e spegnate.
  11. Aspettate 15 minuti prima di servire

Le istruzioni per il latte di Mandorle:

  1. Mettete a bagno per una notte le mandorle
  2. Togliere la pellicina
  3. Frullarli con l'aggiunta di 250 ml di acqua tiepida
  4. Setacciare con un colino a maglie strette o se preferite con un canovaccio o garza sterile
  5. Se non si usa subito mettere in frigo e a riparo dalla luce.
  6. Non buttare assolutamente la polpa che rimane, che possiamo chiamare Okara (termine ereditato dal Giappone per il latte di Soia), potete usarla a colazione con i fiocchi, con lo Yogurt oppure farci dei biscotti.
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