Il Visual merchandising del cibo e il dialogo con la bestia

Prima di tutto per i meno “markettari” diciamo subito di che si tratta. Il visual merchandising, tradurlo letteralmente “visualizzazione della merce”, è molto riduttivo perché come vedremo ha a che fare con tutti i nostri sensi e non solo con la vista. Si tratta della strategia commerciale che riguarda il sistema espositivo dei prodotti all’interno di un Supermercato, una vera e propria disciplina scientifica del marketing. Ambientazione, esposizione, illuminazione, messa in scena del prodotto creano dei e veri e propri format con l’obbiettivo di attivare stimoli sensoriali che ti spingono a comprare di più, anche cose inutili e spesso impreviste. Spingono all’acquisto d’impulso e non ragionato secondo qualità, costo, utilità, ma secondo un istintivo e selvaggio desiderio compulsivo.

Per la creazione di questi stimoli sensoriali, vengono utilizzati i 5 sensi che l’uomo ha a disposizione:

  • Il primo senso coinvolto è Udito attraverso musiche o suoni attirano l’attenzione e creano atmosfera.
  • Dopo arriva l’ Olfatto che grazie a profondi ricordi  stimolano il nostro cervello più inconscio.
  • A questo punto dirigiamo lo sguardo verso il prodotto e con la Vista mettiamo a fuoco, selezioniamo e scegliamo.
  • Nel momento della scelta  arriva il Tatto fondamentale accrescere per il senso di proprietà e di possesso
  • Il Gusto prima evocato dai ricordi attraverso tutti gli altri sensi, arriva definitivamente a casa, ma è troppo tardi oramai la spesa è fatta ed il boccone è andato giù: da qui in poi non abbiamo più la consapevolezza di cosa ci succederà e  perdiamo definitivamente il controllo del cibo.

Odori preistorici: Pane fresco e carne arrostita
Sono i i profumi dei cereali appena sfornati e tipicamente del pollo e del maiale arrosto possibilmente abbinate a patatine fritte o al forno. Succhi gastrici e saliva prendono il sopravvento stimolando l’appetito: abbiamo fame. Quando si va al supermercato l’ideale sarebbe arrivare già satolli. La fame ci spinge a comprare di più sopratutto cibi voluttuosi. Questo reparto lo troviamo subito dopo l’ingresso.

Verdure e frutta un inevitabile dovere
Subito dopo troviamo frutta e verdura. Ne conosciamo benefici e la necessità per una sana alimentazione, quasi un dovere verso la nostra salute. Una volta superato l’ostacolo morale della frutta e della verdura, saremo più liberi di approcciare cibi più voluttuosi. 

Latte, zucchero e uova sono nascosti
I Supermercati tengono ben visibili alimenti inutili e non strettamente necessari come bibite e patatine. Al contrario latte, uova e altri cibi ben necessari che sono esposti in antri difficili da trovare. Spesso, per cercarli, facciamo domande e inevitabilmente allungheremo il percorso, facendoci tentare anche da prodotti inutili.

Altezza occhi in pole
Le grandi Marche pagano grosse somme alla distribuzione, per farsi collocare ad altezza occhio. È infatti lì che si fanno gli affari, specialmente se siamo di fretta. Una delle altezze più richieste sta diventando l’altezza dei bambini, e ne possiamo capire i perché.
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Che Combinazione!
Nella nostra lista della spesa abbiamo scritto “pasta”, ma magari non abbiamo annotato il sugo. Ecco che, trovando nello scaffale adiacente una bella carrellata condimenti, saremo invogliati a provarli.

Il minotauro: Il Labirinto Vietata la svolta a metà corridoio
In molti supermercati non ci sono aperture a metà corridoio. Quindi, prima di poter accedere alla zona accanto, dove c’è il prodotto che stiamo cercando, bisogna percorrere completamente il corridoio in cui ci troviamo.

La festa: musica che incoraggia
Generalmente in tutti i supermercati c’è un sottofondo musicale. L’idea è di creare un clima rilassato che non metta fretta e incoraggi a intrattenersi a lungo nel negozio. La musica classica va per la maggiore: uno studio ha rivelato che, specialmente nelle enoteche, il consumatore è portato ad acquistare bottiglie più costose, se la colonna sonora è classica ed elegante.

Piastrelle piccole e carrelli ampi
Non tutte le piastrelle sono uguali. In alcuni supermercati dove sono collocati gli alimenti più costosi ci sono piastrelle piccole. Le piastrelle piccole, infatti, fanno aumentare il fracasso prodotto dalle ruote del carrello, portando istintivamente a rallentarlo, per evitare di essere molesti. Inoltre la grandezza dei carrelli nel corso degli anni è aumentata. In certe catene è addirittura raddoppiata. Alcuni studi dimostrano che più il carrello è capace, più si è invogliati a riempirlo.

Tessere dei punti
Per i possessori delle tessere fedeltà ci sono sconti e raccolte punti. Ma, naturalmente, si tratta di un modo per studiare le abitudini dei consumatori che vengono ben catalogati per sesso, età e aree geografiche. In molti casi, dopo l’acquisto, insieme con lo scontrino, vengono regalati buoni spesa. Non emessi casualmente: sono un palese invito a provare prodotti in linea con i gusti del consumatore e, in definitiva, uno stimolo a spendere di più.

Verso le casse
Gli scaffali vicini alle casse sono sempre quelli più pieni. C’è un motivo: se non trovano spazio, le persone saranno meno invogliate ad abbandonare prodotti superflui di cui si sono caricate durante l’iter della spesa. Non ultimo: a fine percorso, prima di pagare, si trovano caramelle, gelati e piccoli snack. Sono i classici acquisti impulsivi, ai quali si cede anche per consolarsi dalla noia dell’attesa. O per evitare che i bambini facciano i capricci, facendo fare brutta figura ai genitori.

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