Elogio alla Fuga. Tabulet invernale di Freekeh

Scappare è stato un verbo a mio parere sempre frainteso. Sinonimo di paura debolezza, ritirata indecorosa, spesso diserzione. Ma il termine fuga nasconde anche il significato di successione, serie sequenza, come gli elementi architettonici in prospettiva, come composizione musicale, ma sopratutto mi piace l’accezione del termine in ambito sportivo, dove la fuga è il distacco ed è spesso la vittoria. Si può vincere scappando.
Stiamo parlano del Freekeh il grano che nasce dalla fuga. Si narra che i contadini presi d’assalto dai soldati per paura di perdere il raccolto, raccolsero il grano prematuramente, nascondendolo dalla distruzione della guerra. Scapparono salvando le loro vite e il loro raccolto. Successivamente per maturare, ciò che la natura non aveva potuto fare, lo misero nel fuoco, è così nacque uno degli ingredienti più nobili e prelibati dell’Egitto, della Libia e della Siria.
“Il frumento viene raccolto quando è ancora verde e fatto seccare per 24 ore sotto il sole. Dopo disteso sulle pietre e bruciato con i rami di un particolare arbusto locale, il balan, che permette di ottenere una fiamma intensa ma breve. Il grano subisce una tostatura rapida e uniforme che dona al Freekeh un caratteristico aroma tostato Frike (in Siria) o grano arrostito (in Egitto) o Qara Khrman (nord Iraq) chicco di grano o Alhnthalkhaddra (grano verde), viene macinat grossolanamente come bulgur , ottimo con stufati di carne, di solito cotto con il latte.
Perchè il Freekeh diventerà presto, amio parere, uno dei cibi del futuro?  Rispetto al grano possiede un più alto valore di proteine e minore amidi, oltre una più alta presenza di fibre insolubili per cui ha un indice glicemico piuttosto basso.

Tabulet invernale di Freekeh

By 11/02/2015

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