Riflessione aperta su Expo e bioMediterraneo

Esposizione universale e antropologia dei popoli
Esporre prodotti e ricette, anche se originali e sapientemente selezionati, rischiava di essere una parata sterile ed insignificante rispetto a quello è il patrimonio culturale che le ha prodotte, custodite e tramandate. Dentro ogni prodotto c’è un’anima, storico-antropologica, che lo avvalora, e lo trasporta nella storia e nella vita di ogni popolazione.
Il territorio siciliano ed i suoi prodotti sono esperienze di vita vissuta che raccontano la storia di un popolo attraverso il faticoso lavoro della sopravvivenza intrecciata con il naturale vivere stagionale, di un calendario dove natura e cultura, in senso antropologico, si intrecciano a formare ritualità tra il magico ed il sacro.
Una natura interpretata dall’uomo con tecniche di produzione e trasformazione spesso inspiegabili interpretati dal divino e dal sacro. Solo attraverso questo ordito storico antropologico e tecno economico, i prodotti e le loro ricette, ars combinatoria stratificata da variegate e poliedriche culture mediterranei, possono assumere significati e valori, soprattutto possono essere raccontati.
Le nostre ricette non sono frutto di una laboratorio scientifico o di un geniale chef sono il prodotto di migliaia di anni di contaminazioni ed esperienze diventate uniche e irripitebili fuori dal constesto culturale della Sicilia.

Parlare al mondo da Siciliani? Unicità non significa isola-mento.
Malgrado abbiamo impoverito le nostre tradizioni alimentari dalla mercé di un uso eccessivo di parametri industriali imposte dalle logistiche della grande distribuzione a favore di aride ma redditizie monoculture, siamo custodi di un sapere enogastronomico prezioso da custodire e valorizzare. Diventa sempre più difficile trovare ingredienti di un tempo, rimossi dalla scala produttiva perché non redditizie, ancora oggi è possibile ritrovare quell’esperienza perduta che è la nostra ricchezza il nostro patrimonio inesauribile ed originale mosaico complesso di una grande composizione per esprimere valori culturali essenziali tramandati di generazione in generazione. Ricostruire stile di vita attraverso profumi e sapori riscoperti motivazioni gesti e e creatività della cultura di un territorio perché la Sicilia è “uno e tanti”. Tutto questo non solo per spettacolarizzarli per un Evento, seppur importante come Expo ma per rivitalizzarli. Il cibo è stato lo spazio simbolico ideale per fare riemergere la nostra storia, memorie e gesti rituali di affetto racchiusi in labili immagini di un territorio, che rimandano a racconti, gesta rituali dove ognuno di noi si può riconoscere. La tavola può divenire una possibilità di condivisione e di amicizia, come lo ha dimostrato le centinaia di eventi inter culturali realizzati dal Cluster. Sedimenti secolari interpretati e raccontati attraverso percorsi tematici fatte di storie ed emozioni.
Il rischio è che anche per noi saranno delle riscoperte ed abbiamo avuto la tentazione per amore, di parlare a noi stessi. Qui la scommessa è quella di parlare al mondo. Più un prodotto una ricetta una tradizione sarà originale più sarà difficile trasformarla in esperienza per popolazioni diverse da noi.

L’arma segreta della Sicilia “il cibo”

L’expo è stato il luogo di eccellenza mondiale per una tentata vendita dei nostri prodotti e della cultura e del territorio che le ha prodotto. Si tratta dunque di un operazione di immagine fortemente improntata su paradigmi del marketing e della comunicazione. Il contatto diretto con il potenziale “cliente” internazionale è stato il fattore più importante di tutta la manifestazione. Incontrare clienti istituzionali e consumatori potenziali è stato l’obbiettivo primario ed irripetibile per molti degli espositori. Poter dialogare con distributori, aziende, potenziali, stakeholder e lead, mondiali è stata una occasione da non perdere in quanto volano del futuro commerciale del nostro territorio in termini di Turismo, Prodotti, Cultura.
Ma è stato anche un luogo di confronto, scambio, apprendimento in quanto è stato significativamente rappresentata la concorrenza planetaria. In ultimo ha creato una identità Regionale Siciliana spesso smarrita ed un orgoglio Nazionale decaduto. Per la prima volta la Sicilia è stata vista dai siciliani dall’alto, come uno sguardo dal satellite. La presenza in contemporanea di interlocutori così diversificati per cultura tradizioni, linguaggi accompagnati da segmentazioni professionali come stampa specializzata, professionisti del settore, aziende e commerciali, politici, opinion maker, semplici consumatori ci deve far riflettere sulla complessità della nostra comunicazione che deve avvalersi necessariamente degli strumenti sofisticati del marketing mix in tutte le sue forme e derivazioni. Far conoscere i propri prodotti, trovare nuovi sbocchi commerciali, incontrare nuovi clienti, migliorare l’immagine aziendale e del proprio territorio saranno le finalità a cui tutti gli strumenti di marketing dovranno sottintendere per massimizzare i risultati:
• sviluppare e approfondire la relazioni
• acquisire informazioni sugli obiettivi di potenziali mercati
• individuare e risolvere possibili problemi di logistica, cultura, legali
• sviluppare relazioni commerciali anche con consumatori finali
• contattare clienti potenziali ed analizzare le loro necessità
• individuare i decisori dell’acquisto e far conoscere l’offerta del territorio
• approntare strumenti per un successivo contatto di vendita e di relazione

Marketing non vuol dire vendita
Marketing è una strategia a lungo termine, non è una vendita al dettaglio scappi e fuggi. La strategia opera attraverso la vendita di un’immagine che dura nel tempo: i nostri prodotti perché non siano effimeri devono avere una storia da raccontare, una economia da vivere, una esperienza da sognare. Solo in questo modo sarà unica ed irriproducibile. La Sicilia è un vero e proprio giardino botanico in tutte le sue varietà mediterranei. I prodotti non sono che il frutto della nostra cultura popolare, con i suoi ritmi antichi ed originali. Per questo bisogna trasformare questo evento in memoria ed identità future non solo come un momento celebrativo, Expo dovrà vivere e vivrà nel futuro pur tutti coloro che ne sapranno raccogliere il senso più durevole, come specificità non riproducibile se non all’interno di una distinta geografia storico culturale.

Uno tutto e diverso
L’Expo è un evento globale dal valore locale, per questo dobbiamo dare valore alla diversità, inestimabile specificità del nostro territorio e della nostra cultura alimentare. Quello che facciamo noi non è riproducibile, non è copiabile, non può appartenere a nessun altro se ad una geografia che la produce e la custodisce. Puntare sulla bio diversità è il tratto distintivo che possiamo permetterci perché siamo ricchi di materia prima e cultura un patrimonio di inestimabile valore a cui bisogna abbinare emozione di luoghi e di tradizioni. Solo con l’emozione riusciremo a convincere. L’emozione dei sensi è la sola arte retorica universale che possiamo riprodurre solo attraverso la tecnologie multimediali.

Marketing Mix multimediale e sensoriale
L’uso dei mezzi di comunicazioni sempre più sofisticati tali da Personal Media, non lascia dubbi sulla necessità che il reale va virtualizzato per essere trasmesso. La virtualizzazione sottende valori che raffreddano l’informazione per questo la necessità di usare elementi sensoriali legati a linguaggi universali come l’immagine, il video, la musica. La parole, media sicuramente importante e fondamentale per l’approfondimento e per le stesure contrattuali norme divieti e scambi composizioni organolettiche, ma ostacolo in una comunicazione veloce immediata ed emotiva. Slogan, payoff, titoli e sottotitoli sono, tags , categorie sono gli unici elementi concessi per una composizione tassonomica dei significati finalizzati al ritrovamento nei motori di ricerca e ricordi personali.
Rendere il racconto popolare e la fabulazione tipica della nostra regione in un linguaggio internazionale è una bella scommessa che abbiamo vinto con i nostri 180 cooking show.
La comunicazione attuale si basa sul concetto lo Storytelling. Non è altro che il nostro Cuntastorie vecchio di centinaia di anni, una cultura orale di cui siamo fantastici autori.

Oggi non si comunica ma si racconta.
La comunicazione è troppo fredda per riscaldare ascolti e visioni veloci ed immediati.
Altro Paradigma della comunicazione moderna digitale è interazione ed coinvolgimento fondamentale per intrattenere e relazionarsi, troppe informazioni sempre più a portata di mano, lasciano scappare il nostro pubblico se non sapientemente attratto. Comunicare attraverso una esperienza sensoriale, multimediale e cinestesica è l’unica maniera per dialogare con persone e mondi diversi, mosaico mondiali di identità e valori che spesso non conosciamo. Il racconto attraverso suggestioni ed esperienze deve essere capace di andare oltre alla narrazione verbale e diventare racconto esperienziale e coinvolgente. Parole, immagini, profumi, sapori, musica, con storia, tradizioni, folklorico, uno spettacolo da vivere con tutti i sensi questo è stato il successo della Sicilia e del Cluster Bio Mediterraneo, ed Io sono orgoglioso di aver partecipato  a tutto questo.

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