Perchè questo Blog: La provvista

Molte delle ricette di questo Blog saranno a pagamento, perché odio le menzogne e spesso le pubblicità lo sono. Ritengo che dietro ad un lavoro coscienzioso e puntuale debba esserci sempre una ricompensa, a me basterebbe anche un grazie,  se qualcuno volesse provare sono sempre qui ad ascoltare. Una ricetta è frutto di molto lavoro ed è giusto che venga ricompensato.
Le ricette che troverete in questo blog non sono finte, non sono colorate con i coloranti come per una esposizione, non hanno trucco, saranno sempre sincere, sincere perché sarà il cibo di tutti i giorni, il cibo della mia famiglia, dei miei amici, un cibo che verrà mangiato. Non uso trucchi da pubblicitario, se un piatto è bello perché fotogenico non lo pubblico se non è anche buono o salutare.  Se un piatto sarà brutto a vedersi, ma ritengo sia utile e buono allora sarà pubblicato. Non vado a fare la spesa per fare belle foto, vado a fare la spesa come tutti i giorni della mia vita. Questo blog non cambierà i miei modi di cucinare, forse lo farò con più attenzione di prima, ma farò la spesa leggendo l’etichetta, confrontando i prezzi e giudicando la qualità, guardando le stagioni ed il territorio. Questo Blog è un modo di fare un pò di storia personale, vorrei che il cibo fosse un racconto, è bello sapere che la bocca parla. Vorrei questo Blog esprimesse il tormento quotidiano di tutte le persone che tutti i santi giorni cucinano per se e per gli altri agitando la propria mente sulle scelte.
Prima di fare la spesa faccio sempre un giro per casa verso gli avventori del momento: cosa volete mangiare? Manca qualcosa? Avete qualche desiderio o qualche necessità. Una veloce e piccola anamnesi per sondare le voglie ed i sentimenti di ciascuno che spesso non riesco a soddisfare, ma sono domande partecipative di scelte non sempre facili e chi cucina lo sa quanto siano difficili. La risposta che sento arrivare sul ciglio della porta è: cucina qualcosa di buono! Una risposta che mi sconvolge, mi disarma mi carica di una responsabilità immensa e dolorosa. Ed allora mi butto nell’ignoto, non faccio progetti, faccio la spesa come se fossi un contadino alla raccolta o come un cacciatore a caccia. un pescatore a pesca, non so vado verso l’ignoto, non so cosa mi riserva il destino. E si il cibo è fatto di incontri, una volta un pomodoro, un’altra un uovo, altre volte uno scorfano, mi guardano mi sorridono, qualche volta piangono e sembrano che dicano “portami con te”, “oggi voglio diventare te”. Si sei mio, ogni volta come la prima volta, lo compro  e mi butto. Lavo, trito, friggo, stufo, sbianco è come un miracolo, nel senso che mi meraviglio, tutto prende forma, non sempre, qualche volta arriva il caos, l’informe, l’enigmatico, la ricerca. Cosi è la vita sempre nuova e diversa, giorno dopo giorno, prezzemolo dopo prezzemolo.

Puglia

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