Mani di donna

Le cose per essere devono avere una materia e la materia non può non avere una forma. La realtà dunque non è che una relazione tra il pieno ed il vuoto, dove la materia è organizzazione dello  spazio. Non importa se parliamo dell’universo o di un piatto di pasta l’importante è toccare con mano. La vista estende la nostra mano ma come una probabilità e non come una certezza. Il pensiero di taluni si spinge a tal punto che l’esistenza delle cose sta nel tatto e non nella vista ne tanto meno nell’idea. La mano è il Creatore della materia.
La mano, insieme alla nostra posizione eretta e all’intelletto sono i tratti distintivi dell’umanità. Estensione del sapere, attraverso le mani l’uomo diventa abile grazie al suo pollice opponibile. La sua capacità di opporre il pollice alle altre dita fa della natura cultura grazie alle mani. E con le mani che l’uomo produce strumenti, che diventano prolungamento e potenziamento delle mani stesse. L’ominazione, il lento processo genetico e culturale dell’uomo, ha liberato le mani dalla locomozione per dedicarle all’acquisizione e al consumo del cibo. Con le mani assaggiamo il mondo e costruiamo realtà, freddo, caldo, molle, duro, spesso per chiudere una informazione ambigua gli occhi chiamano le mani. L’ortica è la pianta più riconosciuta dai ciechi. Raccogliamo con le mani usando il cucchiaio, infilziamo con le mani usando la forchetta e tagliamo con le mani usando il coltello. Le posate, estensione delle mani, ci hanno tolto il contatto con il cibo. Abbiamo creato una distanza da noi e quello che mangiamo, una distanza sempre più incolmabile visto che adesso siamo capaci di mangiare anche e solo con gli occhi. Abbiamo sempre mangiato con le mani quindi prima l’olfatto, dopo la vista, poi il tatto ed infine il gusto, una sinestesia totale. Toccare il cibo, sentire il calore, le consistenze permette di assaggiare il cibo prima ancora di averlo in bocca, una esperienza molto importante non solo da un punto di vista delle sensazioni ma anche da un punto di vista dietetico.  Con le mani il cibo viene pesato ed analizzato, mangiare con le mani significa mangiare quello che ci serve senza lasciarci abbindolare dal gusto. Da quando usiamo le posate l’uomo ha incominciato a scottarsi la lingua ed il palato, ma sopratutto ha incominciato a mangiare in eccesso, più dei suoi bisogni.

“Salvù non ti scantare i manu sunu le posate del Re”. Nonna Giovanna nei tempi in cui assaggiavo i cibi con le mani perché avevo bisogno di esplorare il mondo.

Cavati con Ragù di Pesce fresco del giorno

By 16/09/2017

“Mani di donna”.  Cavati con Ragù di Pesce fresco del giorno
Homemade Cavati with Fish Ragu

La forma della Pasta è inscindibile dalla materia. Ad imitazione del mondo delle cose la pasta diventa fiore, frutta, erba, animale, parti del corpo. Gramigna, farfalle, vermicelli, penne e pennoni, sono una metafora del mondo. Ognuno racconta una forma che nasce dal un pieno e da un vuoto. Il vuoto è l'accoglienza del condimento, salse, sughi, verdure e quant'altro possa dare spazio al gusto. Esso si insinua tra i meandri di un intreccio matematico dove la geometria diventa design del gusto.
Ebbene la forma suprema della conoscenza e dell'accoglienza sono le mani. I cavati  sono fatti dai rebbi della forchetta, prendendo forma di una mano. Sono le donne in sicilia ad impastare, farina e acqua. Nella loro forma si custodisce oltre al condimento, una storia, la storie di donne: madri, sorelle e nonne, vestali di un'arte culinaria gastronomica senza uguali, un'arte che è vita.

Prep Time : 45 minutes. Cook Time : 10 minutes Yield : 4
Nutrition facts (per portion) : Calories: 350; Serving Size: 4;

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