La corsa verso il mare della Caponata Siciliana

Prova numero UNO: convincere mio padre ad andare al mare.
Prova numero DUE: cercare di fare entrare nella borsa frigo le bottiglie di acqua con il ghiaccio dentro, l’anguria, il caffè gelato, le cotolette, la Caponata, la pasta al Forno, il ghiaccio non si sa mai, i fichi d’india rossi, gialli e bianchi, il pecorino con pepe nero, olive e ciappe (pomodori secchi). La domenica bisognava aggiungere arancini e cannoli di ricotta fatti in casa.
Prova numero TRE: salire sulla Vespa. Mio padre tra le gambe la borsa frigo cercando di non coprire il pedale del freno, mia madre la borsa piena di asciugamani, salviette, posate, bicchieri e piatti, saliva dietro nel sellino laterale con poggia gambe, tenendomi in braccio mentre Io tenevo, pallone e secchiello. L’ombrellone era appoggiato tra la schiena di mia madre e il manubrio della Vespa. Tavolinetto e sedioline legate dietro.
Prova numero QUATTRO: fare in modo che mio padre e mia madre non litigassero per quisquilie.
Prova numero CINQUE: scansare le buche della trazzera senza farci cadere.
Prova numero SEI:  tenere la calma mentre i cani latravano e ci rincorrevano cercando di azzannare le gambe di mia madre.
Prova numero SETTE: arrivare il più possibile vicino al mare trasformando la Vespa in un motocross scalando le dune marine con tracciati tortuosi ed impegnativi.
Prova numero OTTO: legare la Vespa in modo tale che avessimo qualche speranza di ritrovarla.
Prova numero NOVE: correre sulle dune bollenti per non bruciarsi i piedi e perdere il prezioso carico.
Prova numero DIECI: trovare un accordo su dove piantare l’ombrellone su una spiaggia deserta.
Prova numero UNDICI: finalmente in acqua a raccogliere patelle, prima di affrontare l’ultima prova, la più impegnativa.
Prova numero DODICI: la borsa frigo di mia madre.

Nel mese di Agosto questo avveniva più o meno tutti giorni. Dall’ Alcerito ai Maccuna, zona di mare a tre chilometri dalla casa di campagna, composta da dune e gigli marini, serpenti e scarafaggi. Dal rosso della terra con uliveti, mandorleti e vigneti al giallo della sabbia con dune modellate dal vento, progettate dall’impeto del vento di provenza (maestrale). Una lenta metamorfosi di un territorio sempre diverso, ardui percorsi di sabbia per una Vespa  simbolo dell’italia che prende vita dopo la guerra. Il Boom economico sul Canale di Sicilia era attraversare molti pericoli e prove di equilibrismo con una Vespa Piaggio 125 con sellino familiare. Il Boom economico a Milano è aspettare Godot con pazienza e determinazione a piedi al massimo in bicicletta, con una cofana di Caponata siciliana per gli amici.

La ricetta è acquistabile qui

[product id=”6461″ sku=””]

Text-to-speech function is limited to 100 characters
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Lascia un commento