Io

Sono un padre che cucina, nel senso che sto in cucina. Io vivo in cucina. Devo alla lavastoviglie la mia passione per la cucina. Badate bene per la cucina e non per il cibo. La passione per il cibo è arrivata, come sempre, da una mancanza, da una privazione, da un vuoto, dalla paura da piccolo, di morire di fame. Figlio di contadini ho vissuto la mia infanzia con i prodotti dell’orto vicino al Giardino di arance, mandarini e limoni. Non sempre la natura era generosa, anzi spesso avara e crudele. Mio nonno Turi e poi mio zio Tano erano pastori mentre mia nonna Giovanna, allevava conigli e galline. Ho vissuto con in mano due pezzi di pane di grano duro cotto a legna nel forno di casa, uno grande ed uno piccolo. Il grande era Pane, il piccolo il companatico. Non ho mai più assaporato niente di così tanto sublime, un gusto che è l’amore per la vita. Adesso restituisco l’amore che mi è stato dato nutrendo gli altri.

abba
[àb-ba]
s.m. inv.
lett. Padre, signore
Titolo dato nell’Antico Testamento ai profeti, ai sacerdoti

Abba (=Papà) è il Papà buono, che si prende cura e che vuole avere un rapporto personale con noi

Lu babbasuni è nu scemu, nu babbu.

Barabba è l’italianizzazione di “Bar Abbà” che significa “figlio (Bar) del Padre (Abbà)

Nel dialetto siciliano ‘Babbiare’ significa ‘prendere in giro’, ‘sfottere’. La parola deriva dal termine ‘Babbo’ che in siciliano indica una persona scema,stupida, che facilmente si fa prendere in giro. Tipica frase in cui viene impiegato il termine babbiare è: Mi stai babbiando? (cioè: mi stai prendendo in giro?)

Termine aramaico che esprime l’affetto filiale verso Dio. Il suo significato è padre, con una caratteristica che esprime un legame profondo, vezzeggiativo tipo il nostro papà

“Dio è anche mamma” l’unico papa che regnò solo un mese

« Il bambino non impara a dire Abba e Imma (Papà e Mamma) fino a che non ha assaporato il grano »(Talmud)

il Padre che nutre il corpo e l’anima, il “padremadre“.

quindi ABBABBA

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